WATEC Italy 2018: occasione persa

Dal 24 al 27 ottobre, in occasione della Fiera Zootecnica Internazionale di Cremona, WATEC Italy 2018 propone tre giornate sul tema “Tecnologie dell’acqua e per il controllo ambientale”: l’intento è ottimo, ma l’occasione è un po’ … persa!

Proprio nella sede più prestigiosa dell’Agricoltura Cremonese, ‘vetrina’ per il mondo intero, si parla infatti di acqua, ma, scorrendo gli argomenti dei vari incontri, è immediato accorgersi di un grande assente: il ‘Sistema dell’Antica Irrigazione Lombarda’, o, con ancor più ragione, il ‘Sistema dell’Antica Irrigazione Cremonese’!
WATEC Italy 2018 – si legge nell’avviso – propone infatti il confronto sul trattamento delle acque reflue industriali, sulle tecnologie di filtrazione ed ultra-filtrazione, sul riuso diretto, in Agricoltura, delle acque depurate (pratica che da sempre sconsigliamo vivamente!), sulle opportunità di finanziamento … pur assicurando particolare attenzione “… alle sfide principali dell’acqua per l’agricoltura e la zootecnìa …”.
Scorrendo gli interventi previsti, però, grande rilievo è dato al comparto Idro-Potabile, mentre, in fatto di sfide dell’acqua per l’Agricoltura e la Zootecnìa, è evidente la marginalità della prima (il Sistema Irriguo per l’Agricoltura), rispetto alla seconda, per la quale ci si occupa della migliore garanzia di qualità dell’acqua degli allevamenti.
L’assenza non è giustificata, non foss’altro per l’appello che lanciò il nostro direttore non appena ebbe la prima notizia dell’iniziativa, all’inizio di giugno.
Un appello che oggi riprendiamo, sperando sia colto in … futuro!
Ciò che, nel Sistema Irriguo Lombardo, costituisce l’Antica Irrigazione è una risorsa rilevantissima del territorio, addirittura primaria nella tutela della risorsa idrica.
Il Sistema dell’Antica Irrigazione, infatti, estrae a gravità acque dai fiumi - diversamente destinate a raggiungere il mare in pochi giorni – per ridistribuirle in vasti territori, in gran parte con il metodo ‘a scorrimento’, genericamente accusato di “consumare troppa acqua”, diventando, da secoli e secoli, la principale voce di alimentazione della falde nel sottosuolo, da dove poi captano tutti gli altri usi, compresi quelli ora oggetto di così grande attenzione da WATEC_Italy_2018.
Questa realtà, già riconosciuta dal PATTO PER L’ACQUA sottoscritto in Regione Lombardia il 28 marzo 2008, trova sempre più numerosi riconoscimenti internazionali.
Ultimo, in ordine di tempo, lo studio pubblicato su ‘SCIENCE’, il 24 agosto 2018, con primo firmatario R. Q. Grafton (Crawford School of Public Policy, Australian National University), dal titolo emblemàtico: “Il paradosso dell’efficientamento dell’Irrigazione”. In questo studio, gli autori, oltre a dar conto del fenomeno osservato, si sono preoccupati di citare esempi concreti di disastri già avvenuti e che noi dell’Antica Irrigazione, se solo ci avessero interpellato, quantomeno avremmo probabilmente paventato!
Disastri nei quali l’aver portato le Irrigazioni a modalità d’uso più efficienti (dunque con minor “consumo” …) ha ridotta, se non eliminata, la disponibilità di acqua che il sistema garantiva ad altre, grandi zone poste più a valle!
Ignorare la reale circolazione delle acque territoriali, a scala di bacino idrografico, è il ‘peccato originale’ che incombe su ogni scelta ed a volte diventa il ‘peccato mortale’ per ampi territori.
Chi si vuol occupare di ‘Sistema Idrico Integrato’ non può non adeguatamente considerare l’apporto dell’Irrigazione a scorrimento, non fosse altro per adempiere al Principio di Precauzione, e contribuire a promuoverla e sostenerla, così dando un preziosissimo contributo non soltanto alla difesa di questo antico modo di gestire le acque per produrre cibo, ma anche per orientare le strategie a vasta scala di Riordino Irriguo, affinché non séguano la popolare, ingiustificata ed ora affermiamo essere anche pericolosa convinzione che “L’Agricoltura consuma troppa acqua”!!
… ma a WATEC_Italy_2018, queste cose non si discuteranno, purtroppo!

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