Invarianza Idraulica: parziale proroga al Regolamento regionale 7/2017

La Giunta regionale, nella seduta del 21 maggio, ha stabilito di rinviare di sei mesi l’applicazione del principio di Invarianza Idraulica per determinati casi non certo irrilevanti.

Il Principio di Invarianza Idraulica, come sancito nel Regolamento n. 7/2017, ha suscitato non poche perplessità già in fase di stesura, tant’è che questa proroga è dichiaratamente motivata dalle numerose richieste di chiarimenti ed osservazioni giunte alla specifica casella di posta elettronica, voluta quale strumento “… di accompagnamento tecnico dei Comuni e dei Professionisti …”; evidentemente c’è necessità di ben altro!

L’Invarianza Idraulica tende ad evitare che, durante le piogge, siano messi in crisi i canali nei quali versano le superfici ormai rese impermeabili dall’urbanizzazione; questo nuovo vincolo, ovviamente necessario, ha origine nella recente prima revisione del Piano di Tutela delle Acque (PTA_2016) e – come considerammo allora (vedi in news 11.09.2017) – cogliamo ora l’occasione per nuovamente avanzare un’osservazione che ci è sempre sembrata quasi banale: fissare a priori il valore del limite massimo, espresso in l/s per ettaro, a tutti gli scarichi di acque pluviali, a prescindere dalla capacità di ricezione del corso d’acqua ricevente, forse, in termini temporali lunghissimi, può risolvere il problema, laddove oggi esista, ma ne crea un altro, forse più grande: i costi (!), che, a loro volta, concorrono a rinviare sine die il raggiungimento dell’obiettivo!

Ci pare ancora evidente che già oggi esistono corsi d’acqua, o loro tratti, non più in grado di contenere le onde di piena delle acque pluviali prodotte dall’area impermeabile servita, ma tanti altri lo sono ancora e ben al di là dei limiti imposti: nel primo caso, può essere che il valore massimo stabilito sia già eccessivo; nel secondo – e crediamo sia il caso più diffuso – valori ben superiori sono pacificamente sopportabili dal reticolo idrografico ricevente, rendendo non necessario realizzare costosissime vasche volano, nella pubblica fognatura, pure foriere di tanti altri guai gestionali ed igienici. Non solo: la stessa rete ricevente può diventare una vasca volano a cielo aperto, opportunità che il Regolamento sembra escludere a priori!

La Giunta regionale ha concesso una proroga al fine di “… utilizzare tale differimento temporale per ulteriori approfondimenti tecnici, procedurali o anche economici finalizzati all'affinamento delle specificazioni e disposizioni regolamentari …”. Si riapre una speranza: repetita iuvant?

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