Denunce acqua prelevata. Canoni demaniali rinviati al 30 giugno

Entro il 31 marzo 2017 devono essere presentate le denunce delle quantità d’acqua prelevata nel 2016 dai corpi idrici superficiali e sotterranei, ma non più versati i relativi canoni.

In Lombardia, infatti, la legge regionale n.35 del 29.12.2016, modificando il comma 2 dell’art. 6 della l.r. 10/2009, ha spostato il termine per il pagamento dei canoni d’uso dell’acqua (cd canoni demaniali) al 30 giugno.

Cosicché la scadenza del 31 marzo deve essere rispettata soltanto per comunicare, alla Provincia nel cui territorio l’acqua è prelevata, il volume relativo al 2016, utilizzando i moduli cartacei, unico mezzo sino ad oggi concepito per questo importantissimo obbligo, a riprova dell’importanza che sembra riconoscergli il legislatore regionale …

Sono esentati da questo obbligo tre categorie di utilizzatori d’acqua:

  1. coloro che si riforniscono attraverso un pozzo che abbia le caratteristiche di ‘Pozzo domestico’, categorìa della quale abbiamo già detto in un articolo del 10 marzo 2008 (in Archivio News, qui);
  2. coloro che sono servìti da un pubblico acquedotto o da un gestore del servizio irriguo;
  3. gli evasori ambientali, così chiamando coloro che utilizzano l’acqua pubblica senza alcun titolo, ignorando la norma ed anche evidentemente ignoràti dalla P.A.!

La mancata comunicazione delle quantità d’acqua utilizzate nel 2016 è punita con una sanzione amministrativa compresa tra 1.032,91 Euro a 5.164,57 Euro.

Chi non è servito da pubblico acquedotto ha un altro obbligo: denunciare annualmente le quantità d’acqua utilizzata, non alla Provincia, ma all’ente gestore del servizio idrico integrato (comma 2, articolo 165 del D. L.vo 152/2006). Per questo obbligo, però, non sono definiti né il termine temporale né la sanzione per l’omissione. Questa incombenza, si badi bene, riguarda anche i pozzi domestici (pur esenti da misuratore e dalla sopra ricordata denuncia annuale alla Provincia). Ragionevolmente c’è da considerare che si possa presentare la medesima comunicazione entro il 31 marzo a due Enti differenti: il cittadino deve scoprire chi sai il proprio gestore del servizio idrico integrato, dal quale, peraltro, potrebbe anche non ricevere prestazione alcuna. Resta ancora il dubbio: come si fa a denunciare la quantità d’acqua senza disporre del misuratore?

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