Denuncia acqua prelevata e canoni demaniali

Entro il prossimo 31 marzo devono essere presentate, alla Provincia competente per territorio, le annuali denunce delle quantità d’acqua prelevata nel 2014...

dai corpi idrici superficiali e sotterranei (comma 1 lett. b) art. 33 Reg. Regionale n. 02/20006). Entro lo stesso termine si devono versare i canoni demaniali per le concessioni d’uso delle acque (gli importi sono scaricabili anche da questo sito, qui), in forza della legge regionale n. 10/2009 (vedi qui.) Sono esenti da questi obblighi tre sole categorie di utilizzatori d’acqua:

1) coloro che si riforniscono attraverso un pozzo che abbia le caratteristiche di ‘Pozzo domestico’ (categorìa della quale abbiamo già detto qui.);

2) coloro che sono serviti da un pubblico acquedotto o da un gestore del servizio irriguo;

3) gli evasori ambientali, così chiamando coloro che utilizzano l’acqua pubblica senza alcun titolo, ignorando la norma. La mancata comunicazione delle quantità d’acqua utilizzate nel 2014 è punita con una sanzione amministrativa compresa tra 1.032,91 Euro a 5.164,57 Euro.

Coloro che non siano serviti da pubblico acquedotto hanno un altro obbligo: denunciare annualmente le quantità d’acqua utilizzata, ma non alla Provincia, bensì all’ente gestore del servizio idrico integrato (comma 2, articolo 165 del D. L.vo 152/2006). Per quest’obbligo, però, non sono definiti né il termine temporale né la sanzione per l’omissione.

Questa incombenza, si badi bene, riguarda anche i pozzi domestici (pur esenti da misuratore e dalla denuncia annuale alla Provincia). Ragionevolmente c’è da considerare che si possa presentare la medesima comunicazione entro il 31 marzo, ma, purtroppo, a due enti differenti: lasciamo al cittadino di scoprire chi sai il proprio gestore del servizio idrico integrato, dal quale, peraltro, potrebbe anche non ricevere prestazione alcuna. Resta ancora un dubbio: come si fa a denunciare la quantità d’acqua senza disporre del misuratore? Si stima, più o meno, con tanta fantasia, il cui costante esercizio, nel bene e nel male, è uno dei pilastri di questa Italia.

L’Italia sembra sempre sull’orlo del baratro, ma mai precipita né se ne allontana, diffusamente guidata da una classe dirigente inadeguata, non all’altezza del posto che occupa, che non sa come invertire la rotta ma che ha ben imparato a mantenere in bilico il sistema, così da non cadere assieme a tutti gli altri cittadini che, uno per volta, cadono da soli.

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