Bonifica, soltanto bonifica!

La Giunta della Regione Lombardia ha approvato gli

Indirizzi per gli investimenti sulle infrastrutture finalizzate a ottimizzare e migliorare l'efficienza dell’irrigazione (dgr 1991/20.06.14), e, come al solito, stronca qualsiasi attesa: le opere finanziabili sono soltanto quelle che i Consorzi di bonifica “… valuteranno avere una maggiore ricaduta positiva sull’intero sistema irriguo comprensoriale o su ambiti omogenei.”
Siamo alle solite! Nello stesso documento si legge che l’estensione del reticolo idrografico lombardo d’irrigazione e bonifica raggiunge i 40.000 chilometri, dei quali 20.000 “… gestiti dai Consorzi di bonifica”. Se questi sono i numeri, vuol dire che, per la Regione Lombardia, metà del preziosissimo patrimonio idrografico regionale in pratica … non esiste! … o non ha importanza! … o non è degno di attenzione!
Siamo alle solite, ormai da undici anni! Così infatti salutavamo, il 16 giugno 2003 (in NEWS), la nuova legge regionale n. 7/2003: «… Oggi, le prospettive dell’Irrigazione lombarda ritrovano il loro alveo (!) storicamente più adeguato, nell’indipendenza della sua imprenditorialità, sebbene da allinearsi agli indirizzi pianificatori regionali: bene! Da oggi, in una parte della pianura lombarda, ancora non fagocitata dai Consorzi di bonifica, esiste la residua possibilità che l’Irrigazione resti in mano all’Agricoltura, tramite i suoi Consorzi di Irrigazione e di Miglioramento Fondiario, non risultando esposta, infatti, alla crescente pressione della "Contribuenza extra-agricola", che grava sui Consorzi di bonifica, sempre meno disposta a sopportare la tassa di bonifica, mai compresa, perché poco comprensibile, e, per questo, ancor più inaccettabile. Almeno una parte dell'Irrigazione lombarda, da oggi, posta al sicuro da questo massimo pericolo!»
Che illusi! Resta infatti ignorato uno dei passi più importanti della legge regionale - ancora inutilmente presente nella successiva n. 31/08, comma 1 art. 88 – nel quale si stabilisce che i Consorzi di bonifica, nel prevedere le opere del proprio Piano Comprensoriale, devono assicurare “… la partecipazione degli enti locali, dei soggetti irrigui e degli altri enti operanti nel comprensorio.” Ci sembrava un passo importante, senza renderci conto che era, come è, talmente importante da subire la più efficace delle condanne: essere ignorato dalla stessa Regione! Quando mai un Consorzio di bonifica ha assicurato questa partecipazione nella definizione delle opere che poi la Regione ammette a finanziamento? Quando mai la Regione si è posta il problema di vedere sistematicamente escluso il 50% della rete irrigua lombarda dal pubblico finanziamento infrastrutturale? Serve protestare? Sì, lo facciamo continuamente, ma gli effetti sono scarsi. Rimane però il fatto più grave: la Regione, adagiata su un inesistente monopolio dei Consorzi di bonifica, perde sempre più la conoscenza di una parte rilevante della realtà, allontanandosi dai problemi di grande urgenza e praticità ed esperienza, fondamentali per agire correttamente nelle Cose d’acqua: lo diceva anche Leonardo da Vinci.

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