Denuncia acque e canoni di concessione: scadenza 31 marzo

Entro il prossimo 31 marzo devono essere presentate, alla Provincia competente per territorio, le annuali DENUNCE DELLE QUANTITA’ D’ACQUA PRELEVATA NEL 2013 dai corpi idrici superficiali e sotterranei

(comma 1 lett. b) art. 33 Reg. Regionale n. 02/20006). Entro lo stesso termine si devono versare i CANONI DEMANIALI PER LE CONCESSIONI D’USO DELLE ACQUE (gli importi sono scaricabili anche da questo sito, qui), in forza della legge regionale n. 10/2009 (vedi qui.) Sono esenti da questi obblighi 3 sole categorie di utilizzatori d’acqua:

1) coloro che si riforniscono attraverso un pozzo che abbia le caratteristiche di ‘Pozzo domestico’ (categorìa della quale abbiamo già detto qui.);

2) coloro che sono serviti da un pubblico acquedotto o da un gestore del servizio irriguo;

3) gli evasori ambientali, così chiamando coloro che utilizzano l’acqua pubblica senza alcun titolo, ignorando la norma ed ignorati dalla P.A.! La mancata denuncia, per chi agisce secondo la legge (!!), è punita con una sanzione amministrativa compresa tra 1.500,00 e 6.000,00 Euro, MA … coloro che NON sìano serviti da pubblico acquedotto hanno un ALTRO OBBLIGO: DENUNCIARE ANNUALMENTE LE QUANTITA’ D’ACQUA UTILIZZATA, non alla Provincia (sarebbe troppo semplice!), bensì all’ente gestore del pubblico acquedotto, pur non essendo a questo collegati. Così stabilisce il comma 2 dell’articolo 165 del D. L.vo 152/2006, senza peraltro definire il términe temporale per questo obbligo, né la sanzione per l’omissione! L’incombenza, si badi bene, RIGUARDA ANCHE I POZZI DOMESTICI (pur esenti da misuratore e dalla sopra ricordata denuncia annuale alla Provincia) ed è oggetto di pressanti e puntuali richieste da parte dei Comuni, anche quando non rivestano il ruolo di “ente gestore del pubblico acquedotto”: come mai? Semplice: devono imporre anche a questi usi dell’acqua la tassa di fognatura e depurazione! Come si fa a denunciare la quantità d’acqua senza disporre del misuratore? Si stima, ovviamente, più o meno, con tanta fantasìa, il cui costante esercizio, nel bene e nel male, è uno dei pilastri di questa Italia! L’Italia sembra sempre sull’orlo del baratro, ma mai precipita né se ne allontana, diffusamente guidata da una classe dirigente inadeguata, non all’altezza del posto che occupa, che non sa come invertire la rotta ma che ha ben imparato a mantenere in bilico il sistema, così da non cadere assieme a tutti gli altri, che così, uno alla volta, cadono … da soli!

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