Laghi di cava: risorsa per le Irrigazioni?

Oggi entriamo, apparentemente ‘a gamba tesa’, su un argomento che è tornato alla ribalta,

complice una Stagione Irrigua che si sta prospettando drammatica per alcune zone della valle del Po e di tante altre parti d’Italia. Il leggere un pubblico appello nel quale si sostiene (meglio sarebbe dire: si proclama!) che con le acque dei laghi delle cave dismesse si potrebbe dar vita ad un operativo “Piano anti siccità”, ci costringe a questa azione, non foss’altro per dire la nostra e così proporre alcuni, semplici principi di idrogeologia, certamente non a tutti noti, ma che a tutti debbono, almeno una volta nella vita, essere illustrati!
L’idea di considerare i laghi di cava quale risorsa per soccorrere le irrigazioni negli anni siccitosi non è purtroppo nuova!
Per quanto ne sappiamo, già nel 2005, infatti, comparve la ricerca: “I Laghi di cava come regolatori delle emergenze idriche”, finanziata dalla Fondazione CARIPLO e condotta dal Centro per lo Sviluppo del Polo di Cremona del Politecnico di Milano, capofila di un gruppo in cui partecipavano anche il Dipartimento di Elettronica ed Informazione dello stesso ateneo; il Dipartimento di Ecologia del territorio dell’Università di Pavia; il Settore Ambiente della Provincia di Cremona.
Di tale iniziativa demmo l’annuncio in termini inevitabilmente impietosi, tanto da vederci preannunciare querele, mai arrivate (come dice un vecchio detto: “… can che abbaia, non morde?”)
Qualcuno pare oggi tornare ‘alla carica’, riproponendo la stessa idea, con una perfetta scelta di modi e tempi: quando la siccità incombe, lanciare nuove idee, facendole credere vincenti, stimola tentazioni quasi irresistibili.
Ecco dunque l’ufficiale comunicazione, originata, pare, da un’Associazione ambientalista e prontamente ripresa dal mondo agricolo: in Lombardia ci sono 2.891 laghi di cava, in grado di assicurare una riserva strategica di almeno 90 milioni di metri cubi d’acqua, ben oltre il volume della Regolazione del lago di Iseo!
Il progetto del 2005, citando una fonte regionale, parlava di 734 laghi di cava; ora si scrive che sono 2.891: qualcosa non torna già in questo numero, ma più di tutto stupisce che l’idea sia partita da un’associazione che si prefigge la tutela dell’Ambiente!
Il lago di cava è un artificiale ‘buco nella campagna’ che si riempie d’acqua ‘per di sotto’, a causa dell’emersione (meglio dire: lo scopertura) della falda freàtica, in precedenza sotterranea.
Addirittura si prevede - cioè: si scrive! - che nei laghi di cava vi si possa anche far scorta durante l’inverno, così da essere ancor più generosi per le irrigazioni estive.
I Laghi di cava non sono contenitori stagni, ma depressioni artificiali del terreno direttamente connesse alla falda freatica: se da essi si estrae acqua, la si estrae direttamente dalla falda superficiale, esaltandone l’abbassamento, oggi già cronico e primo responsabile, nella fascia media della pianura, dell’estinzione dei fontanili.
Il lago di cava, dal punto di vista idrogeologico, è identico ad un grandioso pozzo, in grado di assicurare grandi portate soltanto perché la sua superficie è proporzionalmente vasta: il danno che può fare un pozzo, nel lago di cava è moltiplicato per mille … e se i laghi sono tre volte mille, lasciamo a ciascuno il far di conto e valutare il danno complessivo!
Mentre è ormai conoscenza comune che le acque del sottosuolo lombardo sono già in stress idrico, essendo maggiori le estrazioni rispetto alla ricariche, ora si immagina una new entry, destinata aa aumentare lo squilibrio, oltre che altri scompensi idrici: 90 milioni di metri cubi già oggi disponibili per altri che li potrebbero semplicemente … perdere!
Un sospetto si alimenta leggendo, neppure tanto ‘tra le righe’,  che si afferma essere necessarie attente verifiche dei vari siti (2.891?) per definire quelli più idonei; studi, studi ed ancora studi: “Chi mai ha ri-messo ‘in giro’ questa idea?”
Intanto, un danno è già fatto: nelle tante parti d’Italia che, in questi giorni, soffrono una drammatica sete, abbiamo reso noto che noi Lombardi, maestri nelle ‘cose d’acqua’, abbiamo ‘sotto i piedi’ ben novanta milioni di metri cubi d’acqua inutilizzati.

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