Massima riduzione dal fiume Oglio

Il Semestre estivo inizia sotto pessimi auspici: stante l’attuale situazione idrologica, questa mattina il Consorzio dell’Oglio, assieme a tutti i suoi Utenti Irrigui, ha per primo deciso di iniziare l’erogazione ridotta al 20% rispetto alla massima competenza.

Si tratta di una misura eccezionale,  sia nella quantità che nel periodo, resa obbligatoria dalla straordinaria  scarsità di acqua, tant’è che cominciano a sorgere dubbi sull’andamento della stessa Stagione Irrigua nei tratti serviti dalla Regolazione dei grandi laghi prealpini, unici in grado, sino ad oggi, di far fronte alle più dure emergenze. Ciò che deve essere chiaro sin d’ora, è che i sacrifici che decidono di sopportare i Consorzi di Irrigazione del Consorzio dell’Oglio (che temiamo potrebbe a breve essere seguito dagli altri enti di regolazione dei grandi laghi prealpini) è un fatto che deve restare limitato alla Regolazione stessa e non potrà né dovrà potersi valutare in fatto di esigenze di altri enti di irrigazione che nella Regolazione nulla c’entrano, né possono oggi entrarvi ad alcun titolo! Si realizza, infatti, lo scenario perfetto che concretizza la più famosa favola di Esopo “La formica e la cicala”! Chi, nei decenni, si è attrezzato, a proprie cura e spese,  con questo stupefacente sistema di Regolazione, comportandosi da intelligente ‘formica’, non può certo ora sacrificare il proprio lavoro per salvare tante non salvabili ‘cicale’, che, nei decenni, altro non han fatto se non strillare!
Come al solito però, soprattutto in anni siccitosi come questo, resteranno salvi anche coloro che possono servirsi delle decine di migliaia di pozzi irrigui, quasi tutti abusivi, disseminati nella pianura, dei quali la P. A. continua a voler ignorare l’esistenza, rifiutandosi di effettuare il benchè minimo controllo. Così, chi può integrare la ridotta competenza delle rogge con uno o più pozzi non soltanto salverà la propria coltivazione, ma avrà modo di alimentare il fiorente mercato nero dell’acqua, vendendo, una volta soddisfatte le proprie esigenze, ‘ a peso d’oro’ la preziosa risorsa a chi, nell’àmbito delle stesse rogge, non ha avuta l’ accortezza di arrangiarsi in barba alla Legge. Tanto, che rischio c’è? Non c’è autorizzazione ma neppure controllo! Chi mai controllerà quanta acqua un pozzo ha cavato, visto che, ovviamente, non soltanto è abusivo ma ovviamente non ha certo il contatore?
Quest’anno, mentre le acque superficiali saranno scarse se non scarsissime, decine di migliaia di pozzi caveranno dal sottosuolo miliardi di metri cubi d’acqua, mandando a monte ogni ragionamento, ogni valutazione, facendo scivolare nel farsesco ogni tentativo di bilancio idrologico!
Come sarà la Stagione Irrigua?
L’unica risposta realistica: “Dipende; dimmi di che azienda stai parlando e saprò risponderti”
Intanto, le poche ditte che i pozzi li costruiscono, sono già impegnate in un super-lavoro per soddisfare le continue richieste. Basterebbe imporre a questi impresari di ottenere, da ciascun cliente, l’atto di Concessione prima di metter mano al cantiere, pena la revoca della licenza, e questo secolare andazzo si bloccherebbe all’istante.
Basterebbe effettuare pochi controlli sul territorio, per diffondere l’efficace preoccupazione che meritano coloro che delinquono, perché “delinquenti” sono (!), cavando acqua dal sottosuolo illegittimamente.
Basterebbe bloccare il rilascio delle annuali Licenze di Attingimento – perché di acqua, quest’anno, non ce ne sarà neppure per soddisfare le Concessioni esistenti – per dare un segnale di serietà e coerenza!
Basterebbe … 

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