Irrigazione: strategie nazionali agghiaccianti.

“Coprire i canali principali per ridurre: le perdite da evaporazione, i furti d’acqua e gli inquinamenti”!!!

“Coprire i canali principali per ridurre: le perdite da evaporazione, i furti d’acqua e gli inquinamenti”!!! Ecco una nuova idea del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (MIPAAF) della Repubblica Italiana! Qualcuno, gentilmente, s’è limitato a definirla ‘bizzarra’, ma, contenuta in un documento strategico per l’indirizzo degli investimenti statali nel settore dell’irrigazione, son ben altri gli aggettivi che merita! Purtroppo, non finisce qui! Il MIPAAF sta infatti predisponendo il Piano Organizzativo Nazionale (PON) ed il Piano Sviluppo Rurale Nazionale 2014 – 2020 (PSRN), dai quali dipenderanno i Piani di Sviluppo Rurale Regionali (PSRR) con particolari vincoli proprio nell’ambito dei finanziamenti alle infrastrutture irrigue. Nel luglio scorso è stato pubblicato il Rapporto Ambientale del PSRN  (RA – pag. 66 - disponibile su www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/7858) una volta superata la Valutazione Ambientale Strategica (VAS), durante la quale, evidentemente, nessuno ha avuto da dire sull’idea di coprire i canali irrigui principali, con particolare riferimento all’area Padana!!! Nessuno ha obiettato, neppure l’Associazione Nazionale Bonifiche, Irrigazioni e Miglioramento Fondiario (ANBI), consultata, durante la VAS, senza che abbia prodotto documento alcuno (così si legge)! Nel documento del Ministero, purtroppo, ci sono altre ‘perle’ dello stesso calibro, se non maggiore, e proprio nella parte più rilevante: “Stato dell’irrigazione in Italia” (pag. 10), perché definisce ciò che ‘a Roma’ si conosce dell’irrigazione e quindi la base di partenza di cosa si vuole fare o, per meglio dire, “si vuole finanziare”! Basterebbe questa seconda citazione (pag. 24): “… si definiscono Enti irrigui quelli che hanno per statuto una competenza territoriale (superficie amministrativa) sulla gestione e distribuzione dell’acqua agli utenti irrigui.”!?! Fantastico! La legge sulle Concessioni d’Uso delle Acque è stata abolita ‘ a nostra insaputa’? … come pure il Codice Civile, che definisce bene e chiaramente i concetti qui esposti male male male? La pagina termina con la più sciocca delle affermazioni (altro che ‘bizzarra’!!!): “Vi sono Enti … per antiche tradizioni  prassi ancora in uso che ‘vendono’ l’acqua a privati e agli stessi enti irrigui (ad esempio il Naviglio civico di Cremona …)”!

Ancor più incredibile è l’assenza assoluta delle strutture che, più di ogni altra, hanno dimostrato grande potenza nel miglior utilizzo dell’acqua in Agricoltura, soprattutto nelle stagioni critiche: la Regolazione dei grandi laghi prealpini …pare non esistere per il MIPAAF, tant’è che non compare un’idea che da questa Regolazione scaturisce naturalmente: la sinergia di alcuni Usi dell’acqua, a cominciare da Irriguo e Idroelettrico: progetti su tale argomento sono semplicemente non ammessi!

Ovviamente manca la misura principale per avere la massima efficacia nel miglioramento della gestione delle reti irirgue: le strade alzaje! Di acquisto di strisce di terreno lungo i canali, almeno principali, per realizzare le strade alzaje - che porterebbero sicuri e stabili benefici non soltanto alla gestione irrigua!!! - nulla infatti si dice, nè si prevede, aggiungendo altra dimostrazione che chi decide come indirizzare i soldi pubblici nel settore irriguo del settore irriguo neppure ha esperienza!

Conoscenza dell’argomento superficiale, idee poche ma ben ben confuse! … così l’Italia si prepara ad attuare misure di livello nazionale in tema di investimenti irrigui 2014_2020, in ossequio alla Direttiva Quadro Acque 2000/60 ed al Regolamento UE per lo Sviluppo Rurale 1305/2013?

Ma, tra le mille e mille pagine di documenti in gran parte illeggibili, nel silenzio colpevole di troppi, nessuno ‘a Bruxelles’ si accorgerà di queste crepe … per poi chiedersi, magari tra  dieci anni, le ragioni di un insuccesso qui già annunciato con chiarezza!

Da cittadini, non resta che augurarsi che il Ministero non sprofondi così anche sugli altri ‘pilastri’ della pianificazione …

 

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